Categoría: Livello B1

Verbi pronominali – Esercizi

Adesso che hai studiato bene i verbi pronominali e che sai come si coniugano, prova a rispondere questi esercizi:

Esercizio 1

Rispondi con il verbo segnalato


Esercizio 2

Completa le frasi con i seguenti verbi: andarsene, farcela, poterne, sentirsela, cavarsela.

 

Esercizi tratti da Loescher editore

I verbi pronomilai (II) – Coniugazioni

Se non sai cosa sono i verbi pronominali, segui questo link!

 

Esercizio 1: Come si coniugano?

Cavarsela, Sentirsela, Farcela

Osserva che i pronomi del verbi pronominali cambiano nello stesso modo che i pronomi combinati:

 

Cavarsela (si+la =sela)

Sentirsela (si+la =sela)

Farcela (ci+la = cela)

 

Per rendere più facile la comprensione, tutti gli esercizi sono al presente, ricorda che i verbi pronominali, lo stesso che i verbi “normali”, SI POSSONO CONIUGARE IN TUTTI I TEMPI


Esercizio 2: altre coniugazioni

(Non) poterne (più), Andarsene

 

 

Sei pronto per fare alcuni esercizi?

Segui questo link!

 

I verbi pronominali (I) Spiegazione

I verbi pronomi…che?

Cosa sono e come funzionano?

Quando parliamo di verbi pronominali parliamo di una categoria di verbi che si valgono di un pronome per cambiare il proprio significato. Arrivati a questo punto, ti posso affermare che già ne conosci alcuni. Osserva:

EsserCI e Essere NON sono la stessa cosa.

VolerCI e Volere NON sono la stessa cosa.

MetterSI e Mettere NON sono la stessa cosa.

ChiamarSi e Chiamare NON Sono la stessa cosa.

Se osservi bene, ti puoi rendere conto che i verbi riflessivi entrano in questa categoria perché la presenza o assenza del pronome cambia il significato del verbo.


Quali sono e quando si usano

In italiano esistono molti verbi pronominali (tanti che è impossibile dare un numero preciso) e si usano soprattutto nella comunicazione parlata e in ambiti informali. In questo post ti mostreremo alcuni dei verbi più utilizzati!


Farcela

Leggi il dialogo e rispondi!

Dialogo all’inizio del video, fino al secondo 5.

-Bravo!

-Ben arrivato, grazie a Loftang.

-Ce l’hai fatta!

Osserva che Farcela non significa lo stesso di Fare.

Se mettiamo i pronomi CI+LA (farCELA) il verbo prende un senso più festivo, come dicendo:

Sei stato capace di… arrivare alla cima dell’Everest!

Sei riuscito a…finire l’università!

In inglese possiamo pensare a farcela come You did it!, I will do it!


Cavarsela

Adesso senti come continua la canzone…

Segnalibro 2 (00:44)

Me la caverò, proprio come sempre ho fatto…

Il significato di Cavarsela è simile a quello del verbo anteriore, ma possiamo dire che siamo capaci di fare qualcosa grazie alle nostre abilità…

-Sei bravo con la storia

-Boh… me la cavo abbastanza bene.

In spagnolo abbiamo un verbo pronominale che ha lo stesso significato: arreglárselas.

-¿Eres bueno en historia?

-Pues… me las arreglo bastante bien.

Nel primo segnalibro trovi un uso di farcela… 😉

Andarsene

Segnalibro 1 (00:26)

-Ti diamo un euro.

-No no, un euro no…

-Ok, ce ne andiamo

-No no, scusa, scusa… venti euro…

-Un euro e cinquanta.

-No, no, ce ne andiamo.

Il verbo andarsene (andare  si+ne) significa quasi la stessa cosa che il verbo partire o il verbo andare via, ma ha un valore ENFATICO!

In spagnolo lo possiamo pensare come Irse (de aquí)..

-Te ne vai!?

-¿Te vas (de aquí)?

Segnalibro 2 (1:42)

Me ne vado eh.. / me voy de aquí

Se ne vada… / váyase de aquí


(Non) poterne (più)

 

Il verbo poterne più spesso si usa in modo negativo e si usa per dimostrare stanchezza e la poca voglia di continuare in una determinata situazione.

Basta con questi lamenti, non ne posso più!

In inglese possiamo dire una cosa come:

I can’t stand it anymore…

In spagnolo pensiamo

No puedo más…


Sentirsela

 

Sentirsela è una forma simile a ” (non) Avere voglia di”. Esprime la volontà o (non) volontà di fare una determinata azione.

-Te la senti di andare al cinema?

-Sì, me la sento, andiamo!

In spagnolo abbiamo una frese che esprime più o meno la stessa cosa: Tener ganas de…

 

Adesso impariamo come si coniugano, segui questo link.

Il congiuntivo presente – Esercizi

Esercizio 1 – Ricostruisci le frasi

 


Esercizio 2 – Parole crociate (irregolari)

Vasco Rossi – Il mondo che vorrei – Il condizionale semplice

Esercizio 1:

Senti la canzone e riempi gli spazi vuoti!

 


I verbi al condizionale

Esercizio 2

Verbi in -are

Verbi in -ere

Verbi in -ire

 


Esercizio 3

Leggi queste frasi, riflettici e rispondi.

Ho così tanta fame che mi mangerei una pizza intera!

Luigi ha così tanta fame che si mangerebbe una pizza intera!

Prova a pensare queste frasi in spagnolo:

¡Tengo tanta hambre que me _______ (comer) una pizza entera!

¡Luigi tiene tanta hambre que se _____ (comer) una pizza entera!

Adesso rispondi alla seguente domanda:


Esercizio 4

Vediamo se il punto anteriore è ben chiaro!

 

 

 


Chi è Vasco Rossi?

Vasco Rossi è il più grande rocker del panorama musicale italiano. Negli anni ’80, per il suo stile di vita sregolato, impersona per la prima volta in Italia lo stereotipo della rockstar. Anticonformista, ribelle e trasgressore, Vasco non vuole essere definito un cantautore. «Meglio provocautore – ha sempre detto – o, più semplicemente, rockstar».

Testo adatto da: Metropolitan magazine

Vai allo Spotify di Vasco Rossi

Un gatto più un gatto

 


Adesso che hai completato la poesia, prova a rispondere la seguente domanda:

Qual è il verbo dal quale dipendono i verbi al congiuntivo? segnalo con un click

 

 

 

Lorenzo Baglioni – Il congiuntivo – Esercizio

Il congiuntivo – Lorenzo Baglioni – 2018

Ascolta la canzone e riempi gli spazi vuoti

Dal: 0:45

 

Dal: 2:05

 

Testo della canzone
Festa del tè

Alice nel paese dei modi verbali (III)

Mettiamo a contrasto il modo indicativo e il modo congiuntivo

Nel post anteriore abbiamo detto che l’indicativo si utilizza per parlare di cose oggettive e reali, mentre il congiuntivo si utilizza per parlare di cose soggettive e irreali.  In termini generali, il congiuntivo si usa per parlare di: incertezza, possibilità, emozioni o cose che non sono ancora accadute.

 

-La regina di cuori è molto cattiva.

-Alice pensa che la regina di cuori sia molto cattiva.[1]


-Il cappellaio matto ha perso la testa.

Spero che il cappellaio matto non abbia perso la testa.


-Il Jabberwocky era una creatura pericolosa.

Pensavo che il Jabberwocky fosse una creatura pericolosa.


Il congiuntivo si coniuga ai diversi tempi

Quale è il tempo degli esempi?, quando succede ogni azione (reale o immaginaria)? Se osservi, le azioni succedono in diversi tempi verbali

  • Presente indicativo / presente congiuntivo
  • Passato prossimo / Congiuntivo passato
  • Passato imperfetto / Congiuntivo imperfetto

Come puoi osservare, i verbi sia al modo indicativo che al congiuntivo, si possono coniugare con diversi tempi. Questo significa che dobbiamo imparare un’altra volta i verbi.

Facciamo come Alice ed entriamo in un altro mondo! Il mondo della soggettività!

 

 


[1] ATTENZIONE! Se pensi questa frase in spagnolo potresti pensare una cosa come:

Alicia piensa que la Reina de corazones es malvada.

 

Osserva che il verbo “es” si trova ancora all’indicativo. Questo succede perché il congiuntivo italiano e il suo equivalente in spagnolo (subjuntivo)

NON FUNZIONANO NELLO STESSO MODO

Per lo spagnolo, quando un pensiero è positivo, si considera come una cosa reale e vera, mentre un pensiero negativo si considera immaginario e irreale. Chi parla usa il modo indicativo per avvicinarsi a quello che si dice Il modo congiuntivo, per il contrario, offre un distacco tra il parlante è quello che si afferma. Una frase positiva conviene al parlante, quindi il parlante si avvicina. Una frase negativa non conviene al parlante, quindi è meglio allontanarsi dall’affermazione.

Creo que es una buena idea

No creo que sea una buena idea

Dobbiamo considerare che l’italiano, sia nelle frasi positive che negative utilizzerà SEMPRE il CONGIUNTIVO. Facciamo attenzione a non utilizzare l’uso spagnolo. Le frasi corrette in italiano sono:

Io penso/credo che sia una bell’idea entrare nello specchio.

Io non penso/credo che sia una bell’idea entrare nello specchio.

 

Alice nel paese dei modi verbali (II)

I diversi modi della lingua italiana

Coniglio

Dopo aver visto i diversi elementi del verbo adesso concentriamoci sul: MODO:

 

Il MODO è “come” dell’azione, per capirlo meglio, vedi gli esempi.

Ogni frase è in uno dei quattro modi verbali della lingua italiana.

Indicativo

Si usa quando si presenta una massima, un fatto accaduto nella realtà.

Alice è in ritardo.

Imperativo

Indica la volontà di agire sul destinatario, si usa per dare ordini o consigli.

Corri, Alice, sei in ritardo!

Condizionale

Implica che il contenuto di una frase dipenda da qualche condizione.

Alice, se non corri, potresti non arrivare.

Congiuntivo

Chi parla esprime un distacco dalla realtà o dall’obiettività di quello che se afferma. Il congiuntivo si usa per parlare della soggettività.

Penso che Alice sia in ritardo.

 

Continua: Alice nel paese dei modi verbali III

Precedente: Alice nel paese dei modi verbali I

Alice nel paese dei modi verbali (I)

Il verbo: una tazzina di tè con gli ingredienti adatti

Festa del tè

La natura del verbo:

Se pensiamo ad un tè, allora dobbiamo pensare agli ingredienti che utilizzeremo. Gli ingredienti dipendono dal tipo di tè, però basicamente abbiamo bisogno di:

 

  • Acqua bollente
  • Qualche erba per l’infusione
  • Miele o zucchero
  • Limone
  • Latte

 

Nella grammatica, il verbo è la tazzina dove mettiamo gli ingredienti. Tutti insieme si coniugano e alla fine otteniamo la nostra bevanda. Facciamo un esempio:

 

“Alice beve il tè”

 

Dal verbo BEVE possiamo ottenere molta informazione, questo è possibile perché diversi ingredienti grammaticali si trovano coniugati dentro la “tazza” del verbo.

 

Chi beve il tè?                             Alice

Quando beve il tè?                    Nel presente (adesso)

Come beve il tè?                       Indicativo (La azione succede nella realtà)

 

Cappellaio

Possiamo dire, quindi, che gli ingredienti dentro alla tazza sono:

  • Persona
  • Tempo
  • Modo

 

Continua: Alice nel paese dei modi verbali (II)

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